IN QUESTA SEZIONE POTRETE SCARICARE LO STATUTO ED I REGOLAMENTI DEL PD FEDERAZIONE PROVINCIA DI ROMA

STATUTO PROVINCIALE (2) (1)

STATUTO DEL PARTITO DEMOCRATICO DELLA FEDERAZIONE DELLA PROVINCIA DI ROMA

TITOLO I – L’ISCRIZIONE COME ATTO FONDATIVO DI APPARTENENZA E DI ADESIONE AI PRINCIPI GENERALI DEL PARTITO DEMOCRATICO: ISCRIZIONE AL PARTITO DEMOCRATICO DELLA PROVINCIA DI ROMA
ARTICOLO 1 – ISCRIZIONE AL PARTITO DEMOCRATICO : PRINCIPI GENERALI E REGOLAMENTAZIONE
1. L’iscrizione costituisce l’atto di adesione volontaria con il quale si entra nel Partito Democratico, accettandone obbiettivi e finalità, un atto individuale che rappresenta l’inizio di un percorso collettivo, di cui l’iscritto assume consapevolezza, da cui discende l’obbligo di adesione ai principi generali sui quali si fonda il nostro partito, codificati nello Statuto Nazionale e nel Codice Etico, e al complesso delle norme che regolano la convivenza civile della nostra comunità i cui valori fondamentali risiedono nella vocazione democratica che comporta il rispetto per le opinioni altrui, nella tolleranza per ogni forma di diversità, nella solidarietà e nell’accoglienza per e di coloro che soffrono che porta alla lotta alle diseguaglianze e agli squilibri sociali, nell’affermazione dei principi di legalità nell’amministrazione pubblica, nella costruzione di una società più giusta in un mondo migliore.
2. L’iscrizione al Partito Democratico è il presupposto per l’esercizio dei diritti e dei doveri da parte degli iscritti secondo le disposizioni previste dagli statuti sovraordinati. L’interessato richiede l’iscrizione nel circolo territoriale corrispondente alla propria residenza o in un circolo di lavoro o ambientale previsto dalla Direzione Federale, registrando i propri dati negli appositi moduli, sottoscrivendoli e con il contestuale versamento della quota di adesione. Al momento dell’iscrizione si autorizza il trattamento dei dati personali secondo quanto previsto dalle vigenti normative in materia.
3. I circoli sono tenuti a garantire a coloro che ne facciano richiesta la possibilità di iscrizione al partito insediando, secondo modalità e tempi garantiti dai regolamenti nazionale e regionale del tesseramento, gli appositi uffici adesione. Non è possibile
rifiutare la tessera a colui che ne faccia richiesta salvo i casi in cui l’iscrizione al partito si riveli palesemente incompatibile con i dettami dello Statuto Nazionale e del Codice Etico. In tali casi, in ottemperanza a quanto stabilito dalle norme sovraordinate, il Segretario di circolo, sulla base di quanto comunicato dall’ufficio adesione, è tenuto a segnalare alla Segreteria e alla Commissione di Garanzia Federale la situazione, indicando le motivazioni dell’avvenuto rifiuto. Eventuali ricorsi da parte degli esclusi vanno inoltrati alle commissioni di garanzia competenti per funzione e per territorio, così come previsto dalle norme sovraordinate.
4. In caso di iscrizione on line, la Federazione indica all’iscritto in base alla sua scelta il Circolo di Ambiente o di Lavoro ovvero, in relazione alla sua residenza, il circolo Territoriale presso cui ritirare la tessera, ferme restando le disposizioni di cui al presente Statuto. Con il ritiro della tessera l’iscrizione diviene effettiva.
5 I nuovi iscritti che, per motivate esigenze personali, di studio o di lavoro, richiedono l’iscrizione in un circolo territoriale diverso da quello di residenza, inoltrano la richiesta al circolo presso il quale chiedono il trasferimento. Il Circolo Territoriale decide sempre entro 30 giorni dalla richiesta.
5. Gli iscritti residenti al di fuori del territorio afferente alla Federazione che, per motivate ragioni personali, di studio o di lavoro siano domiciliati in uno dei suoi comuni, possono iscriversi al circolo territoriale relativo al proprio domicilio. Tali iscritti non rientrano nella quota degli “iscritti non residenti”.
6. L’anagrafe dei circoli territoriali, anche ai fini congressuali, è costituita dalla somma degli iscritti del Circolo Territoriale e degli aderenti dei Giovani Democratici del territorio di riferimento
ARTICOLO 2 : QUOTA DI ISCRIZIONE E ONERI CONTRIBUTIVI AGGIUNTIVI DEGLI ELETTI
1.La quota minima di iscrizione al Partito Democratico è fissata dalla Direzione Regionale del PD Lazio e non può essere inferiore a 15 euro.
2.Per ragioni di autofinanziamento e in modo non vincolante per gli iscritti, i direttivi dei singoli circoli, a maggioranza dei due terzi dei membri effettivi, possono stabilire di richiedere una quota maggiore per l’iscrizione.
3. La quota del tesseramento da versare alla Federazione non può essere inferiore a 10 euro per ogni tessera sottoscritta.
4. In base alle disposizioni degli statuti sovraordinati i sindaci, gli assessori e i consiglieri eletti nei comuni della Provincia di Roma che siano iscritti al Partito Democratico sono tenuti a contribuire al finanziamento del partito versando mensilmente almeno il 7% delle indennità a qualunque titolo percepite per la carica, al lordo degli oneri contributivi e fiscali, ai rispettivi livelli territoriali cittadini del partito. L’adempimento degli obblighi di contribuzione alla struttura comunale da parte degli eletti iscritti al Partito Democratico è il presupposto per il rilascio della tessera. Il Segretario Cittadino deve accertare preventivamente con il tesoriere la regolarità della situazione contributiva ai fini del perfezionamento dell’iscrizione.
5. In applicazione delle disposizioni previste dallo Statuto Nazionale, la situazione di irregolarità nel versamento dei contributi delle figure individuate al precedente comma 1 viene segnalata dal tesoriere competente con comunicazione individuale per iscritto. Qualora l’irregolarità si protragga per oltre tre mesi consecutivi, essa determina il deferimento alla Commissione di Garanzia che decide nei modi e nei termini previsti dallo Statuto Nazionale e dal Regolamento Nazionale delle Commissioni di Garanzia. La decisione della Commissione di Garanzia è inviata al capogruppo di riferimento per le decisioni di competenza sull’appartenenza ai gruppi consiliari del Partito Democratico.
6. I parlamentari, i consiglieri regionali e tutti coloro che, iscritti al Partito Democratico, risultano eletti nel territorio della Provincia di Roma ovvero vi svolgano la propria attività politica in modo preponderante, sono tenuti a contribuire al finanziamento della Federazione secondo le modalità concordate con la Direzione Federale. La mancata contribuzione degli eletti a livello sovracomunale deve essere accertata dal Segretario e dal Tesoriere Federale e trasmessa da quest’ultimo agli organismi politici e, per conoscenza, a quelli di garanzia, competenti in relazione alle funzione svolte affinché questi possano formulare le valutazioni politiche e adottare i provvedimenti opportuni , in ottemperanza ai principi che regolano la vita della nostra comunità in ogni suo livello.

TITOLO II – L’ASSETTO LOCALE DEL PARTITO DEMOCRATICO DELLA PROVINCIA DI ROMA
ARTICOLO 3: STRUTTURE LOCALI RICONOSCIUTE
Le strutture sottoordinate riconosciute nel territorio di competenza della Federazione della Provincia di Roma sono i circoli territoriali, i circoli di ambiente e di lavoro, i circoli intercomunali e le unioni comunali e i coordinamenti territoriali.
ARTICOLO 4: CIRCOLI TERRITORIALI
1. I circoli territoriali rappresentano le unità organizzative di base attraverso cui gli iscritti partecipano alla vita del partito. Salvo deroghe concesse dalla Direzione Federale, il presente Statuto afferma il principio che ad ogni comune corrisponde un circolo territoriale e uno solo.
2. Sono organi dei circoli territoriali: l’Assemblea degli Iscritti, il Segretario, il Direttivo, la Segreteria e il Tesoriere.
3. L’Assemblea degli Iscritti:
– è l’organo collegiale che conferisce rappresentanza politica a tutti gli iscritti del circolo
– elegge in fase congressuale il segretario e il direttivo secondo le modalità previste in fase ordinaria dai regolamenti predisposti dagli organismi regionali e nazionali e in fase straordinaria secondo i regolamenti predisposti dalla segreteria federale.
– discute gli orientamenti politici del Partito Democratico del territorio afferente al circolo e li esprime attraverso mozioni, documenti, ordini del giorno, risoluzioni che si intendono approvati se votate dalla maggioranza assoluta dei votanti
– promuove la propria iniziativa politica anche attraverso l’istituzione di commissioni tematiche e di approfondimento
– è convocata dal Segretario almeno due volte l’anno ed è comunque convocata qualora sia richiesto da un documento che ne indica anche l’ordine del giorno, sottoscritto da almeno il 30 % degli iscritti al Partito Democratico del Circolo di riferimento, il 40% in caso di mozione di scioglimento degli organismi dirigenti. La mancata convocazione dell’Assemblea da parte del segretario, ove ne ricorrano i requisiti di obbligatorietà di cui sopra, può essere segnalata da qualsiasi iscritto del circolo alla Segreteria Provinciale che ha l’obbligo di provvedere a dare corso alla
convocazione , nominando, se necessario in caso di inadempienza reiterata del segretario, un commissario ad acta.
4. Il Direttivo del Circolo Territoriale:
– è l’organo collegiale eletto dall’assemblea che deve dare esecuzione agli orientamenti di indirizzo della politica territoriale stabiliti dall’assemblea degli iscritti in sede congressuale, anche approvando documenti o risoluzioni
– è integrato con la presenza del segretario del circolo dei Giovani Democratici e vi partecipano con diritto di voto il sindaco, ove iscritto, e il capogruppo in consiglio comunale.
– è convocato Dal Segretario in forma ordinaria ovvero su richiesta del 40% dei suoi componenti, secondo le modalità previste dal successivo comma 5. La mancata convocazione del direttivo da parte del segretario, ove ne ricorrano i requisiti di obbligatorietà può essere segnalata da qualsiasi membro alla Segreteria Provinciale che ha l’obbligo di provvedere a dare corso alla convocazione , nominando, se necessario in caso di inadempienza reiterata del segretario, un commissario ad acta.
– discute eventuali mozioni di sfiducia nei confronti del Segretario, presentate con documento scritto e motivato firmato dal 40% dei suoi membri, inviato al Segretario di circolo e al Segretario Federale, e messo all’ordine del giorno di una seduta straordinaria del direttivo, entro e non oltre 15 giorni dalla presentazione del documento.
– sfiducia il Segretario, approvando con voto favorevole della maggioranza assoluta dei componenti a scrutinio palese la mozione presentata e discussa secondo le modalità previste nel paragrafo precedente, determinando lo scioglimento degli organismi locali e la convocazione dell’assemblea degli iscritti, secondo tempi e modi decisi dalla Segreteria Provinciale, per eleggere il Segretario e il Direttivo.
– elegge il nuovo Segretario, in caso di dimissioni del precedente, sentita la Segreteria Federale, a maggioranza assoluta dei suoi componenti fra gli iscritti del suo circolo.
5. Il Segretario di circolo:
– è l’organo monocratico eletto dall’Assemblea secondo le modalità previste, in fase ordinaria, dai regolamenti predisposti dagli organismi regionali e nazionali e, in fase straordinaria, secondo i regolamenti predisposti dalla Segreteria Federale.
– rappresenta il circolo e ne esprime l’indirizzo politico sulla base delle decisioni dell’Assemblea e del Direttivo
– convoca il direttivo con cadenza regolare, almeno sei volte l’anno in modo obbligatorio, sempre quando ne ravvisi la necessità ovvero su richiesta motivata del 40% dei suoi componenti entro e non oltre 15 giorni dalla presentazione della richiesta, ne stabilisce l’ordine del giorno e ne orienta i lavori.
– convoca l’Assemblea secondo le modalità stabilite dal precedente comma 3.
– nomina la Segreteria e ne dà comunicazione al direttivo
6. La Segreteria del Circolo Territoriale è un organo collegiale nominato dal Segretario che ne supporta il lavoro e di cui il Segretario dà comunicazione al Direttivo alla sua prima convocazione. Sono membri di diritto della Segreteria il Tesoriere del circolo, il Capogruppo del partito in consiglio comunale e il Rappresentante dei Giovani Democratici.
7. Il Tesoriere del Circolo Territoriale è un organo monocratico eletto dal Direttivo appena insediato dopo la sua elezione, su proposta del Segretario, a maggioranza assoluta dei suoi componenti. Egli cura la gestione contabile ed amministrativa del Partito nel territorio.
ARTICOLO 5: CIRCOLI DI AMBIENTE E LAVORO
1. La Direzione Federale, su indicazione della Segreteria, può istituire, laddove venga fatta richiesta e in ottemperanza ai dettami delle norme degli Statuti sovraordinati, i circoli di Ambiente o di Lavoro.
2. Possono aderire al Partito Democratico tramite i circoli di cui al comma 1 tutti coloro che, per motivi di lavoro o di studio, operano nell’ambito di competenza del Circolo prescelto o intendano approfondirne la conoscenza.
4. Gli iscritti ai circoli di Ambiente o di Lavoro esercitano i diritti ed i doveri connessi all’iscrizione nell’ambito del proprio circolo di appartenenza.
5. In caso di partecipazione contemporanea ad un circolo territoriale e ad un circolo d’Ambiente o Lavoro, fermo restando il diritto di partecipare alla vita politica interna e all’elezione degli organismi dirigenti di entrambi, l’iscritto deve indicare presso quale dei due circoli intende esercitare gli altri propri diritti ai sensi delle norme previste dallo Statuto Nazionale.
ARTICOLO 6: CIRCOLI INTERCOMUNALI E UNIONI COMUNALI
1. Nei comuni in cui non risulta possibile creare un circolo territoriale autonomo per numero di iscritti e militanti la Direzione Federale autorizza la costruzione di circoli territoriali intercomunali.
2. Nei comuni in cui le complessità territoriali e politiche lo richiedono la Direzione Federale può autorizzare la nascita di più circoli territoriali e la contestuale costituzione delle Unioni Comunali dei circoli ai cui organismi dirigenti vengono delegate le funzioni e le responsabilità nel governo della politica cittadina. Le modalità di elezione degli organismi dirigenti delle Unioni Comunali sono demandate ai Regolamenti Federali, approvati dalla Direzione o dalla Segreteria su delega della Direzione, durante le fasi congressuali ordinarie e straordinarie.
ARTICOLO 7: I COORDINAMENTI TERRITORIALI
1. Con regolamento approvato dalla Direzione Federale sono istituiti i Coordinamenti territoriali del Partito Democratico della Provincia di Roma, lo scopo dei quali è costruire un più elevato livello di collaborazione fra i circoli territoriali, i circoli intercomunali, le unioni comunali e la Federazione, dal punto di vista politico e dal punto di vista organizzativo
2. I coordinamenti sono otto e corrispondono alle macroaree nelle quali la Direzione Provinciale ha inteso suddividere il territorio della Federazione. Organi dei coordinamenti sono l’Assemblea, il Direttivo e il Portavoce.
3. La composizione geografica dei coordinamenti e le funzioni dei suoi organi sono regolati dal Regolamento federale che può essere modificato, purché non in deroga ai principi del presente Statuto come degli statuti sovraordinati, con decisione della Direzione Federale
4. Gli organi dei coordinamenti decadono all’inizio della fase congressuale ordinaria dei circoli e della Federazione.

TITOLO III – LA FEDERAZIONE E I SUOI ORGANISMI DIRIGENTI
ARTICOLO 8: ORGANISMI DIRIGENTI DELLA FEDERAZIONE DELLA PROVINCIA DI ROMA PREVISTI DALLO STATUTO
Gli organismi dirigenti della Federazione Provinciale sono L’Assemblea, La Direzione, Il Segretario, La Segreteria, Il Tesoriere e il Comitato di Tesoreria.
ARTICOLO 9: L’ASSEMBLEA FEDERALE
1. L’Assemblea Federale è l’organo collegiale che rappresenta gli iscritti ed è eletta dai circoli territoriali, di Ambiente e di Lavoro, ciascuno dei quali designa almeno un delegato.
2. Sono membri di diritto dell’Assemblea Federale:
– il Segretario e gli eventuali ulteriori candidati per tale carica al Congresso
– il Segretario dei Giovani Democratici
– i portavoce della Consulta dei Sindaci e della Conferenza delle donne
– una componente di delegati eletti dai Giovani Democratici pari al 5% dei membrI della composizione elettiva
– i parlamentari italiani ed europei, i consiglieri regionali e metropolitani iscritti in un circolo territoriale, di Ambiente o di Lavoro del Partito Democratico della Provincia di Roma
– i sindaci dei comuni con popolazione superiore ai ventimila abitanti.
3. La determinazione del numero dei delegati dell’assemblea e i criteri di ripartizione dei delegati fra i circoli vengono normati dai regolamenti delle strutture sovraordinate.
4. L’Assemblea svolge le seguenti funzioni:
– proclama l’elezione del Segretario che sia risultato eletto dai congressi di circolo secondo le disposizioni degli statuti sovraordinati
– elegge il Segretario, nei casi sanciti negli statuti sovraordinati secondo le modalità stabilite dal successivo comma 6
– elegge il Presidente e il Tesoriere su proposta del Segretario
– elegge la Direzione e la Commissione di Garanzia
– sfiducia il Segretario, secondo le modalità previste dagli statuti sovraordinati, con mozione motivata, approvata con il voto favorevole della maggioranza assoluta dei suoi componenti. Se l’Assemblea sfiducia il Segretario, si procede a nuove elezioni per l’Assemblea, per il Segretario e per gli altri organismi dirigenti.
5. L’Assemblea è convocata dal Segretario Federale in via ordinaria almeno una volta l’anno e in via straordinaria nel caso in cui il 40% dei membri ne faccia richiesta scritta entro 20 giorni dalla richiesta suddetta.
5. Al termine della fase congressuale ordinaria, qualora nessun candidato abbia raggiunto il 50% più uno dei voti, l’Assemblea elegge il Segretario scegliendo a maggioranza in un turno di ballottaggio uno fra i due candidati più votati. In caso di cessazione dalla carica del Segretario per ragioni diverse dalla sfiducia l’Assemblea può eleggere un nuovo Segretario per la parte restante del mandato ovvero determinare lo scioglimento anticipato dell’Assemblea stessa. Se il Segretario si dimette per un dissenso motivato verso deliberazioni approvate dall’Assemblea o dalla Direzione, l’Assemblea può eleggere un nuovo Segretario per la parte restante del mandato con la maggioranza assoluta dei votanti. A questo fine, il Presidente convoca l’Assemblea per una data non successiva a trenta giorni dalla presentazione delle dimissioni. Nel caso in cui nessuna candidatura ottenga l’approvazione della predetta maggioranza si procede a nuove elezioni per il Segretario, per l’Assemblea e per gli altri organismi dirigenti.
ARTICOLO 10: LA DIREZIONE FEDERALE
1. La Direzione Federale è l’organo collegiale eletto dall’assemblea che deve dare esecuzione agli orientamenti di indirizzo della politica territoriale stabiliti dal Congresso, anche approvando documenti o risoluzioni
2. La Direzione federale è composta da 80 membri eletti dall’Assemblea e dai membri di diritto stabiliti per analogia al comma 2 dell’articolo 8 dello Statuto Regionale.
3. La Direzione Federale ha le seguenti funzioni:
– approva, su proposta del Segretario, le liste dei candidati del Partito Democratico alle elezioni amministrative
– approva il regolamento per le elezioni primarie su proposta della Segreteria Federale
– approva il Regolamento per l’Organizzazione dei coordinamenti territoriali e le eventuali modifiche
– approva il Bilancio del partito su proposta del tesoriere
– approva mozioni e risoluzioni che impegnano il partito
– concede la deroga per l’istituzione dei circoli intercomunali ovvero per l’istituzione di più circoli all’interno del territorio di un unico comune con la contestuale istituzione della relativa unione cittadina
– indice su proposta del Segretario, la Conferenza Programmatica e di Organizzazione Federale
– istituisce commissioni , su proposta del Segretario ovvero su proposta del 40% dei suoi membri,
– approva, ai sensi del seguente articolo 12 c.3, il Regolamento Finanziario Federale.
4. La Direzione è convocata dal Segretario in via ordinaria almeno 6 volte l’anno e in via straordinaria su richiesta scritta e motivata da parte del 40% dei suoi membri, entro e non oltre venti giorni dalla sua presentazione al Segretario e al Presidente.
ARTICOLO 11: IL SEGRETARIO FEDERALE
1. Il Segretario rappresenta il Partito Democratico e ne esprime l’indirizzo sulla base delle indicazioni dell’Assemblea e della Direzione.
2. Il Segretario è eletto direttamente dagli iscritti, unitamente al voto per l’Assemblea Federale secondo modalità stabilite dai regolamenti delle strutture sovraordinate.
3. Il Segretario svolge le seguenti funzioni:
– nomina la Segreteria e ne dà tempestiva comunicazione alla Direzione
– nomina la Direzione Didattica della Scuola di Formazione Politica
– istituisce Forum e Dipartimenti
– propone all’Assemblea la nomina del Presidente e del Tesoriere
– convoca la Direzione e L’Assemblea e ne stabilisce l’ordine del giorno
– convoca e presiede la Segreteria e ne stabilisce l’ordine del giorno
– propone alla Direzione le liste per le elezioni amministrative nei singoli comuni per l’approvazione e autorizza, su delega del Segretario Nazionale e del Segretario Regionale, la presentazione del simbolo nei singoli comuni
– propone alla Direzione l’indizione della Conferenza Programmatica e di Organizzazione Federale
– propone alla Direzione la nomina di commissioni
– propone alla Direzione Regionale, sentita la Segreteria, il commissariamento dei circoli
– propone alla segreteria l’approvazione dei regolamenti per i congressi straordinari
– si accerta del buon andamento dei circoli, promuovendo riunioni, convocandole direttamente ove lo ritenga opportuno, inviando rappresentanti della Segreteria nei territori e surrogando le funzioni dei coordinatori ove ne ricorrano i presupposti stabiliti nel presente Statuto e negli statuti sovraordinati.
ARTICOLO 12: LA SEGRETERIA FEDERALE
1.La Segreteria è un organo collegiale nominato dal Segretario che ne supporta il lavoro e di cui il Segretario dà comunicazione alla Direzione alla sua prima convocazione. Sono membri di diritto della Segreteria il Tesoriere del circolo, il Capogruppo del partito alla Città Metropolitana, se iscritto in uno dei circoli della Provincia di Roma, il Segretario dei Giovani Democratici, i portavoce della Consulta dei sindaci e della Conferenza delle Donne.
2. La Segreteria approva, su proposta del Segretario, i regolamenti per i congressi straordinari, la programmazione annuale predisposta dalla Direzione Didattica della Scuola di Formazione Politica e ogni atto di competenza della Direzione che da questa gli venga delegato. La Segreteria predispone altresì il lavoro della Conferenza Programmatica di Organizzazione Federale.
ARTICOLO 13: IL TESORIERE FEDERALE E IL COMITATO DI TESORERIA
1. Il Tesoriere Federale è l’organo monocratico che ha la rappresentanza legale del Partito Democratico, è dotato dei poteri di ordinaria e straordinaria amministrazione e predispone, per l’approvazione della Direzione, il bilancio preventivo e consuntivo secondo quanto disposto Regolamento Finanziario del Partito.
2. Il Tesoriere viene eletto, su proposta del Segretario, dall’Assemblea Federale a maggioranza assoluta dei votanti nel corso della sua prima seduta e dalla stessa può essere sfiduciato. In caso di cessazione della carica del Tesoriere prima del termine per qualsiasi motivo, il Segretario nomina un nuovo Tesoriere che rimane in carica fino alla successiva convocazione dell’Assemblea Federale.
3. I Tesorieri dei Circoli Territoriali, di Ambiente e di Lavoro, dei circoli intercomunali, e delle unioni comunali e il Tesoriere Federale formano il Comitato di Tesoreria del Partito della Provincia di Roma. Su proposta del Comitato di Tesoreria, la Direzione Federale può approvare un apposito Regolamento Finanziario Federale allo scopo di regolare la gestione amministrativa e contabile della Federazione e dei circoli.

TITOLO IV: STRUTTURE CONCORRENTI ALL’ARTICOLAZIONE DEL PARTITO DELLA FEDERAZIONE PROVINCIALE
ARTICOLO 14: STRUTTURE CONCORRENTI ALL’ARTICOLAZIONE DEL PARTITO
Concorrono all’articolazione strutturale del Partito nella Federazione della Provincia di Roma la Consulta dei sindaci, la Conferenza delle Donne, la Scuola di Formazione Politica, i Forum Tematici, i Dipartimenti, le Commissioni e la Conferenza Programmatica di Organizzazione.
ARTICOLO 115: LA CONSULTA DEI SINDACI E DEGLI AMMINISTRATORI
1.La Consulta dei Sindaci e degli amministratori del Partito Democratico della Provincia di Roma è un organo collegiale istituito dal presente Statuto, composto dai
sindaci e dai capigruppo nei consigli comunali della provincia di Roma iscritti al PD ovvero dai rispettivi delegati.
2. Scopo della Consulta è realizzare un più alto grado di collaborazione fra il partito e i suoi amministratori sui temi del governo locale e sovracomunale, per attuare il quale questa può dotarsi degli strumenti organizzativi che più ritiene opportuni, anche approvando un proprio Regolamento Interno.
3. La Consulta elegge un portavoce a maggioranza dei votanti e con la medesima maggioranza può sfiduciarlo con mozione motivata, presentata da almeno 20 amministratori con lettera scritta indirizzata al portavoce e al segretario federale.
4. Il portavoce dura in carica due anni, rappresenta la Consulta, ne convoca le riunioni e ne esprime all’esterno gli indirizzi. Egli è tenuto a convocare la Consulta almeno quattro volte l’anno in via ordinaria e sempre nel caso richiesta di convocazione motivata con ordine del giorno da almeno 20 amministratori entro e non oltre 15 giorni dall’invio della richiesta. Salvo diverse disposizioni contenute nel Regolamento interno una volta approvato, in caso di mancata convocazione nei tempi previsti il Portavoce decade e la Segreteria Federale provvede a convocare una nuova riunione della Consulta con all’ordine del giorno l’elezione del portavoce.
ARTICOLO 16: LA CONFERENZA DELLE DONNE
1. E’ istituita la Conferenza delle donne della Federazione della Provincia di Roma, costituita da tutte le donne che siano membro dell’Assemblea, della Direzione o della Segreteria Federale, segretario di circolo ovvero amministratrici comunali o sovra comunale.
2. La Conferenza delle donne elegge, nella sua prima convocazione, una Portavoce che rimane in carica per tutto il periodo della durata degli organismi federali e che fa parte, quale membro di diritto, dell’Assemblea, della Direzione e della Segreteria Federale.
3. La Conferenza Federale si dota di un suo autonomo Regolamento di Organizzazione che ne disciplina gli organismi di direzione ed esecutivi e i livelli di articolazione territoriale, secondo modalità compatibili con i principi del presente statuto e degli statuti sovraordinati
ARTICOLO 17: LA SCUOLA DI FORMAZIONE POLITICA
1.Istituita dalla Conferenza Programmatica Federale nel 2015, la Scuola di Formazione Politica del Partito Democratico della Provincia di Roma è un luogo di elaborazione , di apprendimento e di confronto a disposizione degli iscritti e degli elettori del Partito, della Provincia e non solo, che vogliano aumentare il proprio bagaglio politico culturale, in relazione agli obbiettivi e alle finalità perseguite dal Partito Democratico della Provincia di Roma.
2. Il Segretario Federale, sentita la Segreteria, nomina il Direttore, il Coordinatore Politico e il Coordinatore Organizzativo che costituiscono la Direzione Didattica della della Scuola che si occupa di organizzare l’attività annuale dei corsi di formazione e dei laboratori didattici, scegliendo gli argomenti e avvalendosi del contributo delle personalità da coinvolgere in qualità di docenti e formatori, nonché della costruzione degli strumenti organizzativi necessari al miglior funzionamento della Scuola.
3. La Direzione Didattica è tenuta a presentare alla Segreteria Federale una relazione annuale dell’operato svolto, insieme al programma per l’anno successivo affinché la Segreteria possa approvarlo o suggerire modifiche.
ARTICOLO 18: FORUM, DIPARTIMENTI E COMMISSIONI
1.Per promuovere la costruzione di un pensiero politico collettivo organico che tenga conto di un’analisi cognitiva del territorio, il Segretario Provinciale può istituire Forum Tematici, indicandone i presidenti, invitati permanenti in Segreteria, o agevolare, a supporto delle Segreteria nei settori di responsabilità individuati, la formazione di Dipartimenti.
2. Forum e Dipartimenti sono luoghi di discussione e di elaborazione che vanno resi aperti al contributo delle democratiche e dei democratici che vogliano impegnarsi, portando competenze specifiche e passione allo sforzo di costruzione politica, e vanno composti tenendo conto delle risorse che vengono dal territorio nel suo complesso inteso.
3. La Direzione, su proposta del Segretario o del 40% dei suoi componenti, può istituire una o più commissioni dando ad esse mandato di elaborare, entro tempi determinati, analisi e proposte per l’organizzazione e la regolazione della vita interna del partito, ovvero documenti a carattere politico programmatico. Qualora siano attivi Circoli di Ambiente, la commissione cercherà la loro collaborazione se attinente all’argomento trattato.
ARTICOLO 19: CONFERENZA PROGRAMMATICA DI ORGANIZZAZIONE
1. La Direzione Federale, su proposta del Segretario, indice con cadenza annuale la Conferenza Programmatica di Organizzazione della Federazione del Partito Democratico della Provincia di Roma, con lo scopo di monitorare la situazione del Partito, la sua capacità di analisi e di conoscenza dei processi sociali ed economici che investono il territorio nel suo complesso e le singole realtà locali, come la sua capacità di incidenza su quei processi.
2. La Conferenza Programmatica e di Organizzazione è costituita dai membri degli organismi dirigenti provinciali, dai segretari di circolo, dagli amministratori e dalla Segreteria dei Giovani Democratici.
3. Il lavoro della Conferenza Programmatica di Organizzazione è predisposto dalla Segreteria Federale, su impulso del Segretario e sentita la Direzione, e si struttura all’interno di Tavoli di Lavoro che producono documenti che vengono approvati dall’assemblea plenaria dei membri della Conferenza a maggioranza assoluta dei votanti.
4. La Conferenza Programmatica e di Organizzazione approva lo Statuto Federale e le sue eventuali modifiche e il Regolamento Federale per l’albo degli Elettori e le sue eventuali modifiche a maggioranza assoluta dai votanti

TITOLO V: STRUMENTI DELLA PARTECIPAZIONE: GLI ELETTORI
ARTICOLO 20: ISCRITTI ED ELETTORI: FORME DI PARTECIPAZIONE
1. Il Partito Democratico della Provincia di Roma è aperto a molteplici forme di partecipazione. Vengono identificati due soggetti della vita democratica interna deputati a partecipare: gli iscritti e coloro che si dichiarano elettori.
2. Per promuovere con i propri elettori la circolazione delle idee e delle opinioni, la selezione della classe dirigente, l’elaborazione collettiva degli indirizzi politico-programmatici e la formazione di sintesi condivise il presente Statuto individua, quali strumenti di confronto democratico le Primarie e i Referendum. Nelle realtà in cui è necessario produrre tali momenti di confronto si istituisce L’Albo degli Elettori del Partito Democratico o della comunità allargata di cui il Partito Democratico è soggetto promotore.
ARTICOLO 21: L’ALBO DEGLI ELETTORI
1. L’albo degli Elettori è uno strumento informatico gestito dalla Segreteria Provinciale e aperto agli elettori, ai dirigenti e agli amministratori delle altre formazioni politiche riconducibili al centrosinistra e alle forze presenti nell’associazionismo e nella società civile compatibili con le iniziative e con i progetti individuati dai circoli e dalle unioni comunali locali del Partito Democratico, la cui iscrizione è preclusa agli esponenti universalmente riconosciuti di quelle forze politiche e sociali che per linea, comportamenti, visione, valori e obiettivi, non sono compatibili con il Partito Democratico e con i principi generali contenuti nel suo statuto e nel suo codice etico
4. L’albo degli elettori è disciplinato dalle norme del “Regolamento quadro dell’Albo degli elettori”, approvato dalla Conferenza Programmatica e di Organizzazione Federale.
ARTICOLO 22: LE ELEZIONI PRIMARIE
1. Per la selezione delle cariche elettive istituzionali monocratiche, ove ricorrendo i requisiti previsti dagli statuti sovraordinati questo non arrechi danno al Partito Democratico si fa ricorso alle Elezioni Primarie, secondo le modalità approvate dalla Direzione Federale con apposito Regolamento annuale.
2. Le Elezioni Primarie per la designazione dei candidati sindaci dei comuni della Provincia di Roma si conformano alle norme del presente Statuto e del “Regolamento quadro dell’albo degli elettori” approvato dalla Conferenza Programmatica e di Organizzazione Federale, in merito alla costituzione della base elettorale degli aventi diritto al voto.
ARTICOLO 23: REFERENDUM
1. Su qualsiasi tema che abbia per oggetto la linea politica del Partito Democratico della Provincia di Roma in relazione alla comunità è possibile chiedere l’indizione di un Referendum.
2. Il Referendum può essere richiesto con lettera scritta e motivata, presentata all’Assemblea Provinciale, dal Segretario Federale, dal 40% dei membri della Direzione o dell’Assemblea Federale, dal 10 % degli iscritti secondo l’anagrafe dell’anno precedente.
3. per ragioni analoghe a quelle previste nel comma 1 possono essere indetti referendum a livello locale in ogni comune della Provincia di Roma su richiesta del
Segretario o del 40% dei membri del direttivo ovvero del 40% dei membri dell’assemblea cittadini.
4. I Referendum del Partito Democratico nel territorio della Provincia di Roma si conformano alle norme del presente Statuto e del “Regolamento quadro dell’albo degli elettori” approvato dalla Conferenza Programmatica e di Organizzazione Federale, in merito alla costituzione della base elettorale degli aventi diritto al voto.
TITOLO VI: I GIOVANI DEMOCRATICI DELLA PROVINCIA DI ROMA
ARTICOLO 24: I GIOVANI DEMOCRATICI
1. I Giovani Democratici sono l’organizzazione giovanile del Partito Democratico e i loro rapporti con il Partito Democratico sono regolati sulla base della Carta di Cittadinanza allegata allo Statuto Nazionale del Partito Democratico.
2. Il Partito Democratico della Provincia di Roma promuove in tutte le sedi, politiche e istituzionali la sua organizzazione giovanile, rispettandone l’autonomia organizzativa e facendosi garante della tutela dei suoi spazi di rappresentanza politica.
ARTICOLO 25: TESSERAMENTO DEI GIOVANI DEMOCRATICI
1. Il tesseramento ai Giovani Democratici avviene secondo regole autonome dell’organizzazione giovanile. Gli iscritti ai Giovani Democratici che abbiano compiuto sedici anni sono automaticamente iscritti al partito nel circolo territoriale corrispondente della Provincia di Roma.
2. Il Segretario Federale dei Giovani Democratici è tenuto a consegnare al Segretario Federale del Partito Democratico l’anagrafe degli iscritti dei Giovani Democratici della Federazione e ad accertarsi che i singoli responsabili dei circoli giovanili abbiano fatto altrettanto con i rispettivi segretari di partito.
TITOLO VII: ORGANI E PROCEDURE DI GARANZIA
ARTICOLO 26: LA COMMISSIONE FEDERALE DI GARANZIA
1. La Commissione federale di Garanzia è l’organo federale a cui è preposto l’esame dei ricorsi in merito alle controversie normative, alle violazioni dei regolamenti e degli statuti e alle relative sanzioni secondo le disposizioni stabilite dagli statuti sovraordinati.
2. La Commissione Federale di Garanzia è composta da un numero dispari di membri non superiore a 7 fra gli iscritti che non ricoprano incarichi di direzione politica nel Partito Democratico della Provincia di Roma, eletti nella prima seduta dell’Assemblea federale a maggioranza assoluta dei votanti
3. Il Presidente della Commissione Federale di Garanzia è eletto nella prima riunione della commissione, convocata eccezionalmente dal Segretario Federale, con la maggioranza assoluta dei voti dei membri aventi diritto. Egli rappresenta la Commissione, la presiede, ne convoca le riunioni in modo periodico, stabilendo l’ordine del giorno sulla base dei ricorsi che vengono presentati e che devono avere tempestiva risposta.
ARTICOLO 27 COMMISSIONI DI GARANZIA LOCALI
1.In accordo con i principi sanciti dalle disposizioni degli statuti sovraordinati i circoli territoriali e intercomunali e le unioni comunali possono dotarsi di commissioni di garanzia locali, costituite da non più di tre membri eletti dai rispettivi direttivi a maggioranza dei due terzi degli aventi diritto fra gli iscritti che non ricoprano funzioni di direzione politica dello stesso livello territoriale. Tali commissioni eleggono un presidente al loro interno con le stesse funzioni e prerogative riconosciute al Presidente della Commissione Federale all’articolo 25 comma 3.
2. diversamente dalla Commissione Federale di Garanzia i provvedimenti delle commissioni locali sono puramente consultivi, come facoltativa è la loro costituzione o il ricorso a tali organismi.
ARTICOLO 28: LIMITI DI MANDATO E DEROGHE
Il Partito Democratico della Provincia di Roma applica le disposizioni previste dagli statuti sovraordinati in materia di incandidabilità e incompatibilità.
DISPOSIZIONI TRANSITORIE E FINALI
ARTICOLO 29 – DISPOSIZIONI TRANSITORIE SULLA CONSULTA DEI SINDACI E SULLA CONFERENZA DELLE DONNE
La Segreteria Federale, su indicazione del Segretario, dispone la convocazione della prima seduta della Consulta dei Sindaci e della Conferenza delle Donne con all’ordine del giorno l’elezione dei rispettivi portavoce e svolge in assenza dei
rispettivi regolamenti di attuazione le funzioni sussidiarie che gli sono attribuite dal presente Statuto.
ARTICOLO 30 – CLAUSOLA DI SUPREMAZIA DEGLI STATUTI SOVRAORDINATI
Il presente Statuto è formulato in coerenza con i principi degli statuti sovraordinati del Partito Democratico, con le disposizioni del Codice Etico e con il Manifesto dei valori. In caso di contrasto tra le fonti sopracitate e la presente delibera, esse prevalgono. Le fonti sopracitate costituiscono comunque criterio interpretativo per il presente Statuto.